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domenica 31 maggio 2015

Giro d'Italia - La tappa finale Torino-Milano [133]

Domenica 31 maggio 2015, il belga Iljo Keisse vince l'ultima tappa Torino-Milano precedendo in volata l'australiano Luke Durbridge.

Il 32enne Alberto Contador, detto "El Pistolero", ha vinto la 98esima edizione del Giro d'Italia, ed è riuscito nell'impresa senza trionfare in alcuna tappa.

Classifica generale finale:
1-Alberto Contador   88h 2225"
2-Fabio Aru                      1' 53"
3-Mikel Landa                  3' 05"



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                                                                                (fonte foto)

Alberto Contador Velasco (Madrid, 6 dicembre 1982) è un ciclista su strada spagnolo che corre per il team Tinkoff-Saxo. Soprannominato El Pistolero[2], ha caratteristiche di passista-scalatore e di cronoman[3]. È professionista dal 2003, ed è uno dei sei corridori[4] ad avere vinto tutti e tre i grandi Giri ciclistici: Giro d'Italia (nel 2008 e nel 2015), Tour de France (nel 2007 e 2009) e Vuelta a España (nel 2008, 2012 e 2014)[5].

Biografia

Nato a Pinto, una comunità autonoma di Madrid, dove la sua famiglia, preveniente da Barcarrota, si trasferì nel 1978, è il terzo di quattro fratelli (tre maschi e una femmina). Sposato con Macarena nella sua città natale, è un appassionato di caccia ed è affezionato agli animali, in particolare agli uccelli, tanto da averne di diverse specie nella sua residenza[6].
Dopo aver praticato altri sport, quali il calcio e l'atletica, Contador scopre il ciclismo all'età di 14 anni, grazie al fratello maggiore Francisco Javier. L'anno successivo inizia a correre nella formazione amatoriale Real Velo Club Portillo, dimostrando subito grandi qualità, soprattutto in salita. Nel 2000 arrivano i primi successi in diversi eventi del calendario dilettantistico spagnolo[7].

Dopo aver abbandonato gli studi della scuola di Bachillerato all'età di 16 anni per dedicarsi interamente agli allenamenti, gareggia con l'Iberdrola-Loinaz, una giovane squadra capitanata da Manolo Saiz, direttore sportivo della ONCE-Eroski. Nel 2002 si aggiudica il campionato spagnolo a cronometro Under-23, dimostrando di avere una particolare predisposizione anche per questo tipo di disciplina.
FONTE 


 

sabato 30 maggio 2015

Giro d'Italia - ARU BIS con la tappa vinta a Sestriere [132]

Sabato 30 maggio 2015, Fabio Aru conquista la seconda tappa consecutiva facendo sua anche la 20esima (e penultima) tappa del Giro d'Italia in Sestriere.

Contador perde terreno e vede Aru avvicinarsi in seconda posizione nella classifica generale.


Classifica generale:
1-Alberto Contador    84h 3' 30"
2-Fabio Aru                       2' 02"
3-Mikel Landa                   3' 14"



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                                                                                (fonte foto)

Fabio Aru (San Gavino Monreale, 3 luglio 1990) è un ciclista su strada italiano che corre per il team Astana. Professionista dal 2012, ha caratteristiche di scalatore. In carriera ha vinto tre tappe al Giro d'Italia, ottenendo il terzo posto nella classifica generale nel 2014, e due alla Vuelta a España 2014.
È il primo ciclista sardo della storia ad aver indossato la maglia rosa al Giro d'Italia[2].

Gli esordi

Nato a San Gavino Monreale, in provincia di Cagliari (ora del Medio Campidano), ma vissuto e cresciuto nella limitrofa Villacidro, Aru pratica fin da bambino molte discipline, soprattutto calcio e tennis, senza però disdegnare la bicicletta.

All'età di quindici anni abbandona gli altri sport proprio per dedicarsi più seriamente al ciclismo[3]. Dopo aver iniziato con la mountain bike, dove è riserva Juniores ai campionati del mondo in Val di Sole, si dedica in seguito al ciclocross, partecipando ai campionati nazionali, mondiali ed europei sempre nella categoria Juniores. Conseguita la maturità classica, Aru si trasferisce a Bergamo per meglio praticare la disciplina sportiva, partecipando al Giro della Lunigiana e ad altre gare su strada di categoria, prima di continuare la carriera tra gli Under-23.

2009-2012: gli anni da dilettante Under-23

Dilettante Under-23 dal 2009 nella file del team Palazzago diretto dal direttore sportivo Olivano Locatelli, Aru si mette in luce nel 2010 con piazzamenti in alcune gare del circuito europeo dedicate a dilettanti Elite/Under-23: è quinto al Giro del Belvedere, secondo nel Trofeo Gianfranco Bianchin e termina al quarto posto il Giro della Valle d'Aosta.
Nel 2011 ottiene i primi successi nella categoria, aggiudicandosi nell'arco della stagione sette vittorie, tra le quali la Bassano-Montegrappa, il Giro delle Valli Cuneesi e il Giro della Valle d'Aosta, evento del calendario europeo. Oltre ai successi, consegue piazzamenti al Girobio, in cui chiude quarto, e ai campionati italiani, dov'è secondo nella gara in linea Under-23 vinta da Matteo Trentin. A fine anno firma un contratto con il team kazako Astana, così da poter gareggiare da professionista a partire dal 1º agosto 2012[4].

Nel 2012, all'ultimo anno da dilettante, si impone nella Toscana-Terra di ciclismo, gara a tappe valida per la Coppa delle Nazioni U23. Conclude inoltre al terzo posto la Piccola Sanremo e al quarto il Gran Premio Palio del Recioto. Partecipa quindi al Girobio in cui si classifica al secondo posto finale, con un distacco di 25 secondi dallo statunitense Joseph Dombrowski. Tra giugno e luglio si piazza al quinto posto nella prova in linea Under-23 del campionato italiano, bissando poi il successo al Giro della Valle d'Aosta dove vince anche la terza tappa. Conclude così la carriera dilettantistica.

2012-2013: il debutto nel professionismo

Aru fa il suo debutto da professionista con la maglia dell'Astana il 20 agosto 2012 nella USA Pro Cycling Challenge, in Colorado, ottenendo un secondo posto nella sesta tappa dietro a Rory Sutherland. Nel 2013 conclude quarto al Giro del Trentino, e si aggiudica la classifica dei giovani. Nella stessa stagione partecipa per la prima volta al Giro d'Italia in qualità di gregario di Vincenzo Nibali. In questa edizione, dopo aver inizialmente sofferto di gastroenterite, contribuisce al successo finale del suo capitano[5]. Nella penultima tappa, la più dura e selettiva, vinta proprio da Nibali in mezzo a una bufera di neve, riesce anche a centrare il quinto posto sul traguardo delle Tre Cime di Lavaredo[6], riprendendo e staccando nel finale esperti atleti quali Michele Scarponi e Cadel Evans.

Dal 2014: il podio al Giro d'Italia

Nel 2014 partecipa ancora al Giro d'Italia come gregario, stavolta al servizio del nuovo compagno di squadra Scarponi. Tuttavia, in seguito all'infortunio di quest'ultimo nella caduta di Montecassino, che lo costringe al ritiro dopo la sedicesima tappa, Aru diventa capitano unico dell'Astana per la "Corsa rosa". In salita tiene il passo dei migliori e vince la sua prima tappa al Giro, la quindicesima, staccando il gruppo dei favoriti a 3 km dall'arrivo e tagliando così da solo il traguardo di Montecampione.[7][8][9] Al termine della diciannovesima frazione, la cronoscalata del Monte Grappa, si classifica secondo a 17 secondi dalla maglia rosa, Nairo Quintana, salendo al terzo gradino della classifica generale a 41" da Rigoberto Urán. Alla conclusione del Giro, a Trieste, riesce a confermare la terza posizione, suo primo podio nei Grandi Giri.

Sul finire dell'estate, presentatosi al via della Vuelta a España, conquista il suo secondo successo da professionista vincendo l'undicesima tappa, da Pamplona al Santuario di San Miguel de Aralar. Otto giorni dopo fa sua anche la diciottesima frazione, da A Estrada al Monte Castrove. Conclude la corsa a tappe spagnola al quinto posto finale, a 4'48" dal vincitore Alberto Contador. In considerazione dei buoni risultati ottenuti nei Giri d'Italia e di Spagna, il commissario tecnico della nazionale italiana Davide Cassani lo convoca per i campionati del mondo di Ponferrada. Dopo l'esperienza iridata, Aru corre la Milano-Torino, classificandosi quarto, e il Giro di Lombardia dove giunge nono.

Nel 2015 inizia la stagione alla Parigi-Nizza, cogliendo l'ottavo posto nella quarta tappa con arrivo in salita a Croix de Chaubouret. Partecipa poi, a fine marzo, alla Volta Ciclista a Catalunya, nella quale si classifica sesto a 27 secondi dal vincitore Richie Porte. Pur avendo saltato il Giro del Trentino a causa di un virus, in maggio prende quindi il via al Giro d'Italia come capitano dell'Astana e tra i favoriti per il successo finale.[10] Inizia il Giro con un terzo posto nella cronosquadre d'apertura, per poi classificarsi terzo sull' Abetone e quarto a Campitello Matese. Va in difficoltà nell'undicesima e nella dodicesima tappa, ma dopo una caduta che vede coinvolta la maglia rosa Alberto Contador Aru indossa per la prima volta il simbolo del primato alla corsa rosa. La cederà dopo una sola tappa nuovamente a Contador. Il 29 maggio Aru vince la sua seconda seconda tappa al Giro, nella 19ª frazione da Gravellona Toce a Cervinia, riconquistando il secondo posto della classifica generale.[11] Il giorno seguente, cala il bis vincendo la penultima frazione della corsa rosa con l'arrivo in quota a Sestriere, staccando la maglia rosa Contador di 2'2", ipotecando il secondo posto finale alle spalle dello spagnolo.[12]


FONTE 


 

mercoledì 27 maggio 2015

Finale UEFA Europa League, Dnipro-Siviglia // Storia e curiosità [131]

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La UEFA Europa League è una delle competizioni sportive organizzate dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA), la seconda per prestigio dopo la Champions League. Era nota fino al 2009 come Coppa UEFA, istituita nel 1971 dalla confederazione calcistica europea. Questo torneo, a sua volta, aveva preso il posto della Coppa delle Fiere, inizialmente disputata su invito e non per diritto acquisito da rappresentative di grandi città europee che ospitavano fiere commerciali. L'UEFA ha definito la Coppa delle Fiere come antenata della successiva Coppa UEFA/Europa League; tuttavia, non essendone stata l'organizzatrice, non è mai stata riconosciuta come manifestazione ufficiale. Per tale motivo la Coppa delle Fiere non viene inclusa neppure nelle statistiche riguardanti l'Europa League.

È riservata alle formazioni classificatesi, nei rispettivi campionati nazionali, immediatamente dopo quelle aventi diritto a partecipare alla Champions League. Dal1999, in seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a questa competizione, ossia le vincitrici o le finaliste sconfitte delle varie coppe nazionali. Nel 2009, dopo trentotto edizioni, ne è stato modificato il format in seguito all'abolizione dell'Intertoto, dando vita all'Europa League che segue un modello più simile a quello della Champions League, allo scopo di rendere la competizione più spettacolare e maggiormente appetibile anche dal punto di vista dei diritti televisivi, nonché da parte degli sponsor.[2] Dal 2000, in luogo della scomparsa Coppa delle Coppe, la squadra vincitrice della competizione acquisisce inoltre il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA contro la squadra detentrice della Champions League.

Il trofeo è stato vinto finora da ventisette società diverse. Le squadre più titolate sono, in ordine cronologico, la Juventus, l'Inter, il Liverpool e il Siviglia, tutte con tre successi nella competizione. Due invece sono stati i club capaci di vincere la manifestazione per due stagioni consecutive, il Real Madrid e ancora il Siviglia.
FONTE


lunedì 25 maggio 2015

La storia del Giro d'Italia [130]

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Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada, ideata dal giornalista Tullo Morgagni, che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani (sconfinamenti, arrivi o partenze di tappa, prime tappe).

Istituito nel 1909, da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale. Mentre il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo, salvo eccezioni come Napoli, Firenze, Verona, Roma, Brescia e Trieste, è a Milano, città ove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione.

Il Giro è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario, e l'Unione Ciclistica Internazionale l'ha inserito nel suo circuito professionistico insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a España. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese, anche se, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta (al tempo dei duelli Coppi-Bartali) e durante gli anni settanta, il prestigio e il numero di grandi ciclisti iscritti portarono il Giro ad avere un'importanza pari a quella del Tour.

Dal 1999 al vincitore viene consegnato il "trofeo senza fine", composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori.

LA STORIA
La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 agosto del 1908, con la promessa di 25.000 lire di premio al vincitore e la volontà di organizzare «una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale».

La prima edizione del Giro risale al 1909: partì il 13 maggio, alle ore 2.53, da Milano e, dopo 8 tappe per complessivi 2.448 chilometri, si concluse ancora a Milano con la vittoria di Luigi Ganna che ai cronisti che gli domandavano come si sentisse rispose con un emblematico: «Me brüsa el cü». La lista completa dei partecipanti al 1º Giro è tutt'oggi sconosciuta nonostante sia considerato un documento storico, tuttavia si sa che dei 127 corridori al via, solo 49 terminarono la corsa.

Nell'organizzazione del Giro La Gazzetta dello Sport anticipò di poco il Corriere della Sera, che stava per lanciare l'iniziativa.

Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport; il miglior scalatore indossa una maglia azzurra (che ha sostituito la storica maglia verde), mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia rossa (dal 2010, fino ad allora era stata di colore ciclamino). Oltre a queste casacche, nel corso degli anni sono state messe in palio una casacca che di volta in volta ha contraddistinto l'ultimo in classifica (maglia nera), una per il miglior giovane (maglia bianca), oppure, come è accaduto negli ultimi anni, la maglia azzurra, la cosiddetta maglia dell'intergiro, traguardo volante posto di solito a metà tappa, (espediente con il quale gli organizzatori hanno pensato di rendere più movimentata la corsa dalle prime battute). Dal 2007 è tornata la maglia per il miglior giovane, considerata da ciclisti e addetti ai lavori molto significativa.

Il record di vittorie è condiviso da 3 ciclisti, ognuno con 5 vittorie, gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953 e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista toscano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni trenta apparteneva ad Alfredo Binda; a quest'ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929.

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lunedì 1 settembre 2014

La storia di Adidas e Puma [129]

Adidas è un gruppo industriale multinazionale a base tedesca, specializzato nella produzione di articoli sportivi per coloro che praticano attività sportiva in modo dilettantistico e in modo professionale.

I prodotti dell'azienda sono tutti identificati dalle caratteristiche tre strisce parallele e disposte in modo obliquo. Tale identificazione compare anche nel logo ufficiale dell'azienda.  

Le origini dell'attuale azienda si possono far risalire al 1924 quando Adolf "Adi" Dassler, figlio del calzolaio Christoph Von Wilhelm Dassler, aveva cominciato a produrre scarpe da calcio nel lavanderia della madre Pauline a Herzogenaurach, una cittadina della Baviera.
In quell'anno assieme al fratello maggiore Rudolf Dassler, fondò la Gebrüder Dassler Schuhfabrik (fabbrica di scarpe fratelli Dassler).

L'azienda ottenne subito un grande successo e guadagnò la ribalta internazionale già durante i Giochi olimpici del 1936, equipaggiando Jesse Owens.

Nel 1947, a causa di dissapori che erano già sorti durante la II guerra mondiale, i due fratelli si divisero. Rudolph formò una sua azienda che chiamò inizialmente Ruda (dalle prime due lettere rispettivamente del suo nome Rudolf e del cognome Dassler) e che poi nel 1948 ribattezzò in Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler, oggi nota semplicemente come Puma. Adi invece chiamò la sua azienda Adidas, anch'egli utilizzando le tre lettere del suo soprannome Adi e le due prime lettere del cognome Dassler. L'azienda fu ufficialmente registrata il 18 agosto 1949 come Adidas AG.

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sabato 8 marzo 2014

Libro "Io e la corsa" - Niki Lauda [128]

Andreas Nikolaus "Niki" Lauda (Vienna, 22 febbraio 1949) è un ex pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco, tre volte campione del mondo di Formula 1; come imprenditore ha fondato e diretto due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki, e come dirigente sportivo, dopo avere diretto per due stagioni la Jaguar, è dal 2012 presidente della scuderia Mercedes AMG F1.

È stato tre volte campione del mondo, nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren. Ha disputato 171 Gran Premi, vincendone 25 e segnando 24 pole-position ed altrettanti giri veloci. Lauda ha avuto una carriera sportiva di grandissimo livello, guidando in Formula 1 per March, BRM, Ferrari, Brabham e, infine, McLaren. Viene considerato uno dei migliori piloti della storia della Formula 1.

Era soprannominato "Il computer", a causa della sua incredibile capacità di individuare, al pari di un elaboratore, tutti i difetti, anche i più piccoli, della vettura che guidava e per la meticolosità con cui metteva a punto il proprio mezzo meccanico (dopo l'incidente del 1976 che lo lasciò sfigurato, affermava che preferiva il suo fondoschiena ad un bel viso, proprio perché era convinto, a ragione, che una vettura si guida soprattutto "con il sedere").

A supportare tale soprannome, anche caratterialmente si mostrava freddo, poco emotivo e molto determinato, specialmente agli occhi di chi non era a stretto contatto con lui (stupisce, ma fino ad un certo punto, la sua amicizia vera con il rivale James Hunt, suo compagno di gavetta nelle formule minori, ma agli antipodi come personalità, atteggiamento e stile di vita). Perfino il suo stile di guida era essenziale e, cosa che notavano soprattutto gli appassionati, scarsamente divertente, ma, visti i risultati, molto efficace.

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mercoledì 5 marzo 2014

Album Campionato mondiale di calcio FIFA "ITALIA 90" con timbri postali per ogni partita [127]

Il campionato mondiale di calcio 1990 o Coppa del Mondo FIFA del 1990 (noto anche come Italia '90) è stata la quattordicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse in Italia dall'8 giugno all'8 luglio 1990. Per i mondiali di Italia '90 fu composta appositamente la canzone Un'estate italiana (nota anche come Notti magiche), scritta da Giorgio Moroder ed interpretata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato.

Vincitore: Germania Ovest
Secondo: Argentina
Terzo: Italia
Quarto: Inghilterra

Squadre partecipanti
UEFA (14 squadre)
Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Germania Ovest, Inghilterra, Irlanda, Italia, Jugoslavia, Paesi Bassi, Romania, Scozia, Spagna, Svezia, URSS

CONMEBOL (4 squadre)
Argentina, Brasile, Colombia, Uruguay

CONCACAF (2 squadre)
Costa Rica, Stati Uniti

AFC (2 squadre)
Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti

CAF (2 squadre)
Camerun, Egitto

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giovedì 27 febbraio 2014

Registratore a nastro della GELOSO anni 60 [126]

La Geloso è stata una compagnia italiana produttrice di radio, televisori, amplificatori acustici, ricevitori amatoriali, apparecchi audio e componentistica elettronica. Fondata nel 1931 da John Geloso, con sede a Milano prima in via Sebenico e più tardi in un grande insediamento industriale in Viale Brenta 29.

Storia
Nel 1931 sull esempio di quanto aveva visto per anni negli Stati Uniti dove aveva lavorato presso la Pilot, John Geloso iniziò a produrre a Milano scatole di montaggio per radioricevitori e amplificatori BF . Gran parte dei componenti con cui queste erano preparate venivano prodotti in azienda: Praticamente soltanto i tubi elettronici non vennero mai prodotti in azienda. Nel tempo vennero sviluppati nuovi progetti e brevetti. Durante il conflitto l'azienda produsse vario materiale per le forze armate oggi molto raro.

Dopo la seconda guerra mondiale, la Geloso si espanse e ampliò la sua produzione divenendo dal 1950 in poi un vero e proprio punto di riferimento dell'industria nazionale e degli appassionati e hobbysti di elettronica. Alla tradizionale produzione in scatole di montaggio vennero affiancati anche finalmente apparecchi finiti. Una particolare menzione meritano i ricevitori e trasmettitori radioamatoriali che incontrarono un gran successo di vendite in tutta Europa. In gergo radioamatoriale la Geloso veniva chiamata affettuosamente "il noto marchio".

I tanti altri prodotti con il marchio Geloso erano conosciuti e apprezzati in Italia e all'estero. Si trattava di prodotti innovativi, di buona qualità, ben realizzati e soprattutto dal prezzo contenuto. La produzione imponente spaziava dai radioricevitori, amplificatori, registratori a nastro chiamati pero' con la denominazione "magnetofono" depositata dalla Castelli (celebre il portatile economico "Gelosino" ), televisori BN, scatole di montaggio, strumentazione professionale da laboratorio ecc, ma anche componenti come condensatori, resistenze, potenziometri, deviatori, connettori, trasformatori, microfoni, ecc. Da notare che la folta produzione di magnetofoni veniva eseguita presso gli stabilimenti della Castelli che apponeva sui prodotti il marchio Geloso, che poi ne curava la distribuzione e vendita. Importante fu la produzione di altoparlanti elettrodinamici per uso cinematografico prima del conflitto, nonché la produzione di trombe e relativi driver per la sonorizzazione di piazze e stadi. Nell arco degli anni 60 vi furono alcuni altoparlanti non prodotti dalla Geloso forniti dalla ditta genovese IREL; ma dal 1962 la Geloso produsse in proprio vari altoparlanti (radio e HIFI) di ottima qualità. L' ultimo periodo di attivita vide ampliarsi molto l offerta con prodotti anche inediti. Tra questi i "lampioni sonori" per pubblica illuminazione contenenti un altoparlante per la diffusione di musica. Non fecero pero' in tempo a trovare gran diffusione perche l ora della fine si stava avvicinando.

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martedì 25 febbraio 2014

Il Padrino - Videogames PlayStation 2 [125]

Il Padrino è un action-game sviluppato dalla Electronic Arts, tratto dall'omonimo film.

Il gioco vanta un'ottima grafica ed un immenso free-roaming per la New York degli anni quaranta. Nel 1991 venne rilasciato un gioco per pc basato sulla trilogia e sviluppato dalla US Gold.

Gode di un sequel: Il Padrino II.

Progetto del videogioco
Nel 2004, la EA Games, software house americana, cominciò a sviluppare il videogioco de Il padrino, tratto dal celebre film di Francis Ford Coppola e dall'omonimo libro di Mario Puzo.

Pochi mesi prima di morire, Marlon Brando - Don Vito Corleone nella pellicola - concesse la sua immagine per il videogioco. Così tutti gli attori del film si prestarono per il progetto, tranne Al Pacino, alias Michael Corleone, e Francis Ford Coppola, in quanto hanno considerato il gioco violento e diseducativo. È presente anche il celebre tema principale della trilogia tratto dalla colonna sonora originale di Nino Rota. Il gioco viene ambientato in quattro capitoli: il primo nel 1945, poi nel 1946, nel 1950 e nel 1955 sino al battesimo del nipote di Michael Corleone.

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sabato 22 febbraio 2014

Manifesto Festival di Sanremo 1986 [124]

Il Trentaseiesimo Festival della Canzone Italiana si tenne a Sanremo al Teatro Ariston dal 13 febbraio al 15 febbraio 1986.

Per la prima volta nella storia della kermesse canora la conduzione del Festival fu ufficialmente affidata ad una donna: Loretta Goggi, la quale venne affiancata sul palco da Anna Pettinelli, Mauro Micheloni e Sergio Mancinelli.

Dopo due edizioni caratterizzate da esibizioni in playback, i cantanti ritornarono ad eseguire le canzoni dal vivo, con la sola base musicale preregistrata.

Regolamento
Una interpretazione per brano: Prima serata: 22 Big tutti in finale. Seconda serata: 14 Nuove Proposte di cui 7 in finale (gara separata).

Ospiti cantanti
Russians - Sting
Fight for ourselves - Spandau Ballet
Baci al cioccolato - Menudo
Broken wings (George-Lang-Page) - Mr. Mister
The Captain of her heart (F.Haug-K.Maloo) - Double
Appetite - Prefab Sprout
Suspicious minds - Fine Young Cannibals
Life's what you make it - Talk Talk
Stripped - Depeche Mode
The taste of your tears - King
Vienna calling - Falco
Par amor (Raffaele Sonati) - Viki Carr
Eldorado - Drum Theatre

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giovedì 20 febbraio 2014

Madonna - HUNG UP Vinile [123]

Hung Up è una canzone di Madonna. È il primo singolo estratto dal decimo album in studio della cantante, Confessions on a Dance Floor.

Il brano contiene un campionamento di Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight), una hit degli ABBA del 1979, più un'intera strofa di un brano della stessa Madonna chiamato "Love song" e cantato con Prince nell'album "Like a prayer" del 1989, che al minuto 2:20 recita "Time goes by so slowly for those who wait and those who run seems to have all the fun".

In realtà tutto l'album "Confessions on a dance floor" gioca a riprendere citazioni e campionamenti da famosi brani degli anni settanta e ottanta (l'esempio più lampante è nel brano che chiude l'album: "Like it or not" che termina con l'intro di "Papa don't preach", come a voler dire a chi ascolta l'album che Madonna prende in prestito da tanti artisti ma da sé stessa prima di tutto).

Il brano ha riscosso un grandissimo successo fin dalla data di pubblicazione. Ad oggi il singolo ha venduto più di 9 milioni di copie, diventando così il singolo più venduto dalla cantante.

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mercoledì 19 febbraio 2014

Autografo Stefano Baldini su cartolina [122]

Stefano Baldini (Castelnovo di Sotto, 25 maggio 1971) è un atleta italiano, specializzato nella maratona e nel mezzofondo.

Tra i suoi successi, spicca la vittoria nella maratona alle Olimpiadi di Atene del 2004, con il tempo di 2 ore 10 minuti e 55 secondi (record del percorso storico da Maratona ad Atene), 34 secondi davanti allo statunitense Mebrahtom Keflezighi e 1 minuto e 16 secondi davanti al brasiliano Vanderlei De Lima, che fu bloccato da un tifoso al 36º km quando era ancora in testa alla gara ma ormai braccato dai suoi inseguitori. È il primatista italiano di maratona con 2h07'22" ottenuto alla Maratona di Londra il 23 aprile 2006. È il Direttore Tecnico del settore giovanile della Federazione Italiana di Atletica Leggera.

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martedì 18 febbraio 2014

Pubblicità d'epoca BACI PERUGINA con FRANK SINATRA [121]

Il Bacio Perugina è un cioccolatino dalla forma irregolare e tondeggiante, farcito con gianduia, granella di nocciola e ricoperto di cioccolato fondente. È prodotto dalla Perugina.

La presentazione ed il confezionamento del prodotto sono opera di Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni ’20, che rielaborando l'immagine del quadro di Francesco Hayez Il bacio, creò la tipica scatola blu con l'immagine di due innamorati. Fu sempre sua l'idea di inserire i cartigli contenenti le frasi d'amore che ancora oggi caratterizzano lo storico cioccolatino.

Storia
Si dice che il Bacio sia nato dall'idea di Luisa Spagnoli di impastare con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei cioccolatini.

Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l'immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera. Fu chiamato per questo "Cazzotto".

Una cara amica di Luisa Spagnoli, non convinta che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare con il nome di "cazzotti", volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nacque così il "Bacio" Perugina.

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lunedì 17 febbraio 2014

Libro manuale sul formato MP3 [120]

MP3 (per esteso Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3, noto anche come MPEG-1 Audio Layer III o MPEG-2 Audio Layer III) è un algoritmo di compressione audio di tipo lossy, sviluppato dal gruppo MPEG, in grado di ridurre drasticamente la quantità di dati richiesti per memorizzare un suono, rimanendo comunque una riproduzione accettabilmente fedele del file originale non compresso.

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Autografo su Poster Clay Regazzoni [119]

Gianclaudio Giuseppe Regazzoni, noto come Clay Regazzoni (Lugano, 5 settembre 1939 – Fontevivo, 15 dicembre 2006), è stato un pilota automobilistico svizzero, vincitore di 5 Gran Premi iridati in Formula 1.

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domenica 16 febbraio 2014

Pubblicità Ferro-China Bisleri (Milano) anno 1934 [118]

L'elixir di china (o elisir di china) è una preparazione officinale a base di estratti alcolici di corteccia di China calisaia originariamente utilizzata, tra fine Settecento e metà Ottocento, come farmaco nella lotta alla malaria.

Con la progressiva scomparsa della malattia dall'Europa l’elixir perse il suo status di medicinale per divenire, in tempi moderni, semplice amaro digestivo.

Storia
L’elixir di china si afferma tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento come evoluzione di preparazioni (vini chinati) in cui il vino, grazie al naturale contenuto in alcol, veniva utilizzato durante il processo di macerazione della corteccia per estrarne i principi attivi.

Successivamente, nella prima metà dell’Ottocento, con l’identificazione e l’isolamento dei principi attivi della China (ad opera di Caventou e Pelletier) cessa l’utilizzo di questa preparazione come antimalarico a favore di forme farmaceutiche più attive. L’elixir di china viene tuttavia ancora utilizzato come tonico, digestivo, eupeptico. Formulazioni che impiegano gli estratti fluidi vengono preferiti nelle formulazioni riportate dalle farmacopee. In alcune di esse queste formulazioni vengono riportate ancora con le medesime indicazioni della seconda metà del XX secolo.

A metà dell’Ottocento si affianca all’uso farmaceutico della china quello liquoristico. Si sviluppano formulazioni che si avvalgono della macerazione in alcol di complesse miscele di droghe vegetali (tinture). Inoltre, nell’ottica di un utilizzo voluttuario sono caratterizzate da gradazioni alcoliche sensibilmente più elevate.

Produttori
Elixir di china celebri e meno celebri includono:
-China Martini (Torino)
-China Massagli (Lucca)
-China Stemmi (Torino)
-Ferro-China Bisleri (Milano)

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sabato 15 febbraio 2014

Cartolina concorso ippico - Pavarotti International 1992 [117]

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo grazie alla sua voce, intensa e squillante, nonché per la sua particolare simpatia e comunicatività. La riuscita gestione della propria immagine mediatica è stata tale da influire sul consenso popolare alla musica operistica in generale, che Pavarotti ha tentato di rilanciare nella modernità, anche se il suo operato è stato altresì motivo di pesanti contestazioni. Con Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Franco Corelli, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano e Carlo Bergonzi, permane uno dei cantanti italiani per così dire "storici" di notorietà mondiale.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell'ambito musicale, tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale.

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giovedì 13 febbraio 2014

Film "La vita è bella" - Roberto Benigni [116]

La vita è bella è un film del 1997 diretto e interpretato da Roberto Benigni.

Il film ricevette tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista.

Produzione
Il film fu girato tra il novembre 1996 e l'aprile 1997, tra Arezzo, Montevarchi, Castiglion Fiorentino, Cortona, Ronciglione, Roma e Papigno (TR). Benigni dichiarò: «Questo film, che si chiama La vita è bella, mi è venuto fuori, ma con emozione, tanto che mi ha fatto tremare tutte le costole del costato, ma anche a girarlo, ma bello, bello, è un film che l'ho fatto in meno di una notte».

Uno spunto alla scrittura del film gli è venuto dalla vicenda di Rubino Salmonì, che gli raccontò la sua storia di deportato e di sopravvissuto narrata in seguito nel libro Ho sconfitto Hitler.

Durante le riprese, Benigni ebbe comunque qualche esitazione: «La gente mi diceva di fare attenzione perché era una idea molto estrema, temevo di offendere la sensibilità dei sopravvissuti. Lo so che tragedia sia stata, e sono orgoglioso di aver dato il mio contributo sull'Olocausto e sulla memoria di questo terrificante periodo della nostra storia. Io non sono ebreo, ma la storia appartiene a tutti».

Il campo di concentramento nel film è in realtà una vecchia fabbrica dismessa nei pressi di Terni (Papigno) che fu riadattata come lager per le riprese. Secondo la sceneggiatura Guido fu portato al lager di Gries - Zona Industriale di Bolzano (è ben visibile il punto dove strada, fiume Isarco e ferrovia corrono attaccati prima di entrare nella piana di Bolzano).

Il carro armato "premio", un M4 Sherman americano, è stato concesso per le riprese dal museo "Piana delle Orme" di Latina.

Da ricordare che questo fu l'ultimo dei 135 film di cui Tonino Delli Colli fu direttore della fotografia; e in un'intervista, alla domanda su cosa volesse dire lavorare con Benigni, rispose: «È proprio una bellezza».

Benigni si avvalse della consulenza dello storico Marcello Pezzetti e di Shlomo Venezia, sopravvissuto di Auschwitz, che a quei tempi era uno dei Sonderkommando, cioè quelle unità speciali che avevano il compito di estrarre i corpi dalle camere a gas e cremarli. In seguito quasi tutti i Sonderkommando vennero uccisi, per tentare di mantenere il segreto sull'Olocausto. Venezia fu uno dei pochissimi sopravvissuti.

Il film fu distribuito nella sale italiane nel dicembre 1997 in un'edizione di 122 minuti. In seguito Benigni modificò il montaggio riducendo la durata a 116 minuti e aggiungendo nel finale la voce narrante di Giosuè adulto (interpretato da Omero Antonutti). Questa versione fu poi presentata al festival di Cannes 1998 e distribuita all'estero, ed è l'unica disponibile in home video.

Critica
Al contrario dei precedenti film di Benigni, che sono stati sempre trattati in maniera controversa, questo fu un successo di critica: "È il sesto film di Benigni come regista, sicuramente il più difficile, rischioso e migliore; analizzando la pellicola si possono quasi vedere due film in uno, oppure un film in due parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori. La prima spiega e giustifica la seconda, una bella storia d'amore, prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma allo stesso tempo l'una è la continuazione dell'altra.".

La pellicola riceve votazioni molto alte su vari siti che si occupano di recensire film: sul sito Rotten Tomatoes riceve l'approvazione da parte del 80% dei critici e del 96% del pubblico, sul sito Internet Movie Database riceve un voto di 8,5/10, sul sito MYmovies una valutazione media di 4,35/5.

Incassi
Il film è il quinto maggiore incasso di sempre tra i film visti in Italia, e il film italiano con il maggior incasso della storia avendo incassato 228.900.000 dollari in tutto il mondo, a fronte di un costo di 15 miliardi di lire Inoltre è il secondo in graduatoria fra i film non di lingua inglese più visti negli USA dopo la pellicola taiwanese La tigre e il dragone.

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martedì 11 febbraio 2014

Autografo Luca Cordero di Montezemolo su cartolina [115]

Luca Cordero di Montezemolo (Bologna, 31 agosto 1947) è un dirigente d'azienda e politico italiano.

Presidente della Ferrari S.p.A. (dal 1991) di cui è stato anche amministratore delegato (fino a settembre 2006), fondatore della società Nuovo Trasporto Viaggiatori e, dall'ottobre 2012, vicepresidente della Unicredit.

È stato presidente di Confindustria dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008. Svolge, e ha svolto, altri ruoli principali in grandi società italiane ed estere.

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lunedì 10 febbraio 2014

Bilancia - Bascula antica - Albertoni Milano [114]

Una bilancia di misura (normalmente detta "bilancia") è un dispositivo per la misura del peso o massa di un oggetto.

Le bilance sono spesso usate per la misura del peso di una persona, in scienza per la determinazione della massa di un oggetto e in ambito industriale o commerciale per la misura di elementi compresi tra una piuma e un camion rimorchio.

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