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sabato 8 febbraio 2014

Pubblicità LEVI'S anno 1980 [111]

La Levi Strauss & Co. è uno dei maggiori marchi al mondo di abbigliamento con negozi in più di 110 paesi. Ha una quota di mercato maggioritaria nel settore dei jeans e dei pantaloni.

Fu fondata nel 1853 da Levi Strauss, un immigrante di origine bavarese che aprì a San Francisco, in California, una filiale della società di tessuti gestita da lui stesso e dai fratelli e con sede a New York. Benché la Levi's producesse pantaloni resistenti adatti al lavoro già da allora, i jeans moderni non comparvero prima degli anni '20.

Storia:
Nella seconda metà dell'800, a San Francisco, Jacob Davis, un sarto originario della Lettonia, ebbe l'idea di utilizzare rivetti in rame per rinforzare i punti di tensione sui pantaloni, come ad esempio negli angoli della tasca, e trovò il modo per esercitare la pressione necessaria a fissarli. Non avendo sufficiente denaro per brevettare l'idea, si rivolse a Levi Strauss, che anni prima aveva fondato insieme al cognato David Stern, l'ingrosso Levi Strauss & Co. , dal quale acquistava frequentemente tessuti in fibra di canapa. L'attività di Strauss si concentrava dal 1849 sulla vendita ambulante di abiti da lavoro a manovali e "cercatori d'oro", sfruttava la richiesta di particolari tessuti utili al lavoro nelle miniere, ai carri dei pionieri (i conestoga) e alle vele delle imbarcazioni. E fu proprio in base alle esigenze dei lavoratori che disegnò e realizzò la salopette, tutt'oggi ritenuto l'abbigliamento più comodo ed utilitario per i lavori manuali. Strauss vantava un buon andamento degli affari e decise così di finanziare il brevetto e applicare subito il metodo nelle fabbriche. Il 20 maggio 1873 fu brevettato il metodo di tessitura e iniziò la lunga storia della Levi Strauss & Co.

Nel 1886 viene creato il marchio grazie ad una brillante idea del nipote preferito di Levi, Sigmund figlio della sorella Funny il quale era un appassionato di marketing. Egli suggerì per il logo due stalloni ai quali legò un paio di calzoni e questo evidenziava la resistenza dei pantaloni e distingueva il prodotto dalla concorrenza.

Dal 1890 in poi tutti gli articoli prodotti dalla Levi Strauss e Co. vengono numerati in sequenza. I pantaloni da lavoro rivettati ricevono la numerazione 501 che ancora oggi identifica il modello classicodei jeans Levi's. La forza del prodotto sta nella fedeltà alla sua forma originale, la linea 501 non segue i dettagli della moda. Sono prodotti ancora oggi nella forma tradizionale per suggerire a chi li indossa indipendenza, libertà e lo stile di vita americano.

Nel 1890 fu messo in vendita il primo modello di jeans Levi Strauss 501.

FONTE


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sabato 1 febbraio 2014

Pubblicità Birra Peroni anni 60 con Solvi Stubing [092]

Peroni è il marchio aziendale che identifica la birra italiana dell'omonima azienda nata su iniziativa di Giovanni Peroni. Fondata a Vigevano nel 1846, ha sede a Roma dal 1864 ed è di proprietà della SABMiller.

Produzione:
La birra Peroni viene prodotta con la ricetta originale Peroni, battezzata dal fondatore come i "4 Ingredienti":
-Acqua di acquedotto filtrata per eliminare il cloro ed elementi inquinanti, addolcita tramite la riduzione di calcio.
-Malto d'orzo di varietà distica a semina primaverile.
-Granturco nazionale non OGM.
-Luppolo di varieta saaz-saaz, tettnang e willamette.
Gli stabilimenti produttivi si trovano a Roma, Padova e Bari, mentre per il malto si appoggia alla Malteria Saplo di Pomezia.

Promozione;
Già nei primi anni del secolo la Peroni promuove il suo prodotto tramite mascotte popolari, personaggi come il ciociaretto, che cercano di avvicinare anche i ceti meno abbienti al mondo della birra. Inoltre viene inventato un formato piccolissimo, detto peroncino: una bottiglia da 20cc che equivaleva ad un piccolo bicchiere, tradizione ripresa di recente con bottiglie di nuovo disegno. Negli anni sessanta nasce la Bionda Peroni, una affascinante ragazza, impersonata nel tempo da diverse modelle, che con lo slogan Chiamami Peroni, sarò la tua birra (ideato da Nicola Lepore) ha accompagnato il prodotto fino ai giorni nostri.

Testimonial:
La prima Bionda Peroni è stata la tedesca Solvi Stubing nel 1965, seguita dalla statunitense Jo Whine nel 1973, l'inglese Michelle Gastar (1974), la sudafricana Anneline Kiel (1977), l'americana Lee Richard (1981), l'italiana Milly Carlucci (1984), la svedese Filippa Lagerbäck (1993), la slovacca Adriana Sklenarikova (1997), l'americana Jennifer Driver (1997) e ultima la danese Camilla Vest.

Riconoscimenti:
La birra Peroni è stata premiata nel 2001 con la Medaglia d'oro dell'American Tasting Institute.
Nel 2006, a Bruxelles, è stata conferita la medaglia d'argento dal Monde Selection Organizing Committee.

FONTE



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giovedì 30 gennaio 2014

Pubblicità 1969 Lambretta Innocenti con Marisa Mell [083]

La Lambretta era uno scooter italiano prodotto dalla industria meccanica Innocenti di Milano, nel quartiere Lambrate, dal 1947 al 1972. Il nome "Lambretta" deriva dal fiume Lambro, che scorre nella zona in cui sorgevano proprio gli stabilimenti di produzione.

Nel 1922 Ferdinando Innocenti di Pescia diede vita ad una fabbrica di tubi d'acciaio a Roma. Nel 1931 spostò tutti i propri affari a Milano, costituendo proprio nel quartiere Lambrate la più grande fabbrica di tubazioni d'acciaio senza giunti.

Durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica fu bombardata e completamente distrutta. Innocenti, nell'attesa di riacquisire da parte degli Alleati gli stabilimenti di Milano, diede vita nella Capitale allo studio del prodotto che avrebbe costituito la riconversione post-bellica della fabbrica: infatti, prendendo ispirazione proprio dai motorscooter militari americani giunti in Italia durante la guerra, e comprendendo le nuove necessità di motorizzazione utili alla popolazione nell'immediato dopoguerra, decise di dedicarsi alla produzione del rivoluzionario scooter.

Affida il design del nuovo veicolo ad una straordinaria accoppiata di ingegneri aeronautici: Pier Luigi Torre, che si occupa della meccanica, (lo stesso che aveva creato i motori dell'idrovolante Savoia-Marchetti S.55A della trasvolata atlantica di Italo Balbo) e ricostruisce gli stabilimenti milanesi, e Cesare Pallavicino che era stato il direttore tecnico prima della Breda fino al 1935 e poi della Caproni, che si occupò del telaio e del design. Nel 1947 lo scooter, battezzato Lambretta da Daniele Oppi, è pronto e viene lanciato sul mercato.

L'enorme successo non solo nazionale fece sì che la Lambretta, nei quasi 25 anni di produzione, venisse costruita su licenza anche in Argentina, Brasile, Cile, India e Spagna. La Innocenti produsse, sulla base della meccanica dello scooter, anche una serie di motocarri che, inizialmente denominati anch'essi Lambretta, ebbero poi il nome di Lambro.

Con il boom economico esploso in Europa occidentale verso la fine degli anni sessanta la richiesta degli scooters ebbe un calo, mentre l'automobile era ormai alla portata di tutti; la Innocenti dovette quindi lottare per sopravvivere finanziariamente. La "British Motor Corporation" (BMC) approfittò delle sue difficoltà finanziarie e nel 1959 con la sua esperienza di produzione propose un contratto alla Innocenti per produrre di una berlina dell'Austin di 900 cm³, la A40 su licenza della "BMC" con i componenti forniti dalla BMC, la Innocenti Mini. Successivamente vennero prodotte anche altre automobili, ma anche con queste altre azioni di mercato, l'azienda chiuse la produzione nel 1971. Il governo indiano comprò la catena di montaggio della Lambretta nel 1972, essenzialmente per le stesse ragioni per cui Ferdinando Innocenti l'aveva costruita dopo la guerra: l'India all'epoca era un paese con poche infrastrutture e non era ancora pronta economicamente per produrre piccole automobili dedicate al trasporto privato. La SIL (Scooters of India Limited), con sede a Lucknow nell'Uttar Pradesh, fu l'impresa di proprietà statale che cominciò la produzione un paio d'anni dopo l'acquisto, continuando la costruzione della Lambretta originale sino al 1997.

FONTE



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giovedì 5 dicembre 2013

Giornale d'epoca - Il calcio e il ciclismo illustrato

Rivista degli anni 50 specializzata in ciclismo, motori, ma soprattuto sul calcio.

Gli articoli sono redatti non solo in bianco e nero, si trovano infatti titoli o immagini colorate.

Ottima qualità di immagini che completano queste pubblicazioni rendendole un'eccellenza del passato.




Giornale d'epoca - Ciclismo e Ferrari alla 24 ORE di Le Mans

Rivista degli anni 50 specializzata in ciclismo, motori, ma soprattuto sul calcio.

Gli articoli sono redatti non solo in bianco e nero, si trovano infatti titoli o immagini colorate.

Ottima qualità di immagini che completano queste pubblicazioni rendendole un'eccellenza del passato.